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venerdì 31 gennaio 2014

La vecchia Monterano e la caldara

Escursione "easy" della durata di 3/4 ore andata e ritorno. Il luogo si trova nel comune di Canale Monterano (RM), nella Riserva Naturale Regionale Monterano, a cavallo tra i monti della Tolfa ed i monti Sabatini, a poche decine di chilometri a nord di Roma.

Consigliato l'uso di scarpe da trekking: a causa della elevata umidità presente tutto l'anno e della gran quantità di materiale organico a terra (foglie, rami, ecc.), alcuni tratti del percorso, in particolare dal punto A al punto B della mappa, possono essere particolarmente scivolosi

Di origine Etrusca (sono stati ritrovati svariati ipogei risalenti a quel periodo), la vecchia Monterano fu definitivamente abbandonata nel 1800. Ulteriori riferimenti storici si possono trovare in questa pagina.

L'inizio dell'escursione coincide con un comodo parcheggio (A) al quale si arriva percorrendo una strada leggermente dissestata che lo collega alla SP3a. Le coordinate del parcheggio sono 42°7.893'N 12°5.41'E, StreetView permette di arrivare sino all'inizio di tale parcheggio.



Lasciata la macchina si percorre per poche decine di metri la strada in discesa fino ad arrivare ad una scala posta sul lato sinistro che ci permette di arrivare al Fosso del Bicione.

Arrivati alla base della scala siamo accolti a sinistra dalla Cascata della Diosilla e dai suoi inconsueti colori dovuti alle sostanze in soluzione, prevalentemente ferro, che caratterizzano tutto il tragitto dell'acqua.

Cascata della Diosilla


Proseguendo il sentiero incontriamo una vegetazione sempre rigogliosa, anche durante il periodo più freddo (le immagini sono state scattate a gennaio 2014), caratterizzata dalla presenza di numerosissime querce (si può scaricare un PDF redatto dall'Agenzia Regionale Parchi della Regione Lazio, che illustra in dettaglio la particolare flora di questa zona) e da microscopiche piscine naturali ed altrettanto piccole cascatelle che accompagnano con il loro rumore l'intero percorso fino alla caldara.



Continuando per il sentiero non possiamo ignorare la presenza di enormi massi, quasi interamente ricoperti di vegetazione, alcuni dei quali in equilibri bizzarri, a precedere un ponticello di legno:


















Immediatamente dopo il ponticello arriviamo alla  galleria di una vecchia miniera, la prima di tante altre; nel corso degli anni la zona è stata oggetto di estrazione mineraria e, negli anni '50/60, di verifiche per l'estrazione di uranio e torio, risultati poi talmente dispersi nella matrice rocciosa da considerare l'attività mineraria economicamente non vantaggiosa.

A tal proposito faccio notare come la radioattività al suolo risulti essere, in tutta la zona, dalle 4 alle 5 volte superiore a quella che riscontrata, ad esempio, nelle zone non asfaltate nei pressi della mia abitazione, fino ad arrivare a 40/50 volte superiore se misurata all'imbocco della galleria.

Vista da fuori
Illuminata con il flash
Vista la possibile presenza di forti concentrazioni di Radon all'interno della galleria, il buio il parziale allagamento e la possibile presenza di scavi verticali, sconsiglio caldamente l'accesso allo scavo in quanto troppo pericoloso.

Proseguendo per il sentiero si arriva all'area interessata dalle emissioni di gas sulfurei (B).

Zona emissione gas sulfurei
Altra galleria


















Superata quest'area, sulla destra, è possibile vedere la caldara (C)...

La caldara

 ...ed un dettaglio della polla principale.


La polla principale


Tornando verso la zona sulfurea e seguendo il corso del torrente si arriva ad un'altro ponticello in legno (D), posto sul lato destro, che ci porta verso il paese vecchio. Alcune zone sono interdette al passaggio causa scavi.


La salita non è particolarmente faticosa, anche perché è abbastanza breve ed il dislivello non supera 100mt., e non è insolito incontrare, alla sua fine, cavalli in libertà.



Giunti alla fine della salita si incontra uno sterrato e ci si dirige verso sinistra. Dopo poche centinaia di metri si inizia a costeggiare la vecchia città che troviamo alla nostra destra, ma continuiamo sullo sterrato fino ad arrivare ad un'ampia area aperta con la chiesa di S.Bonaventura e la sua fontana (ricostruita) (E).



La facciata della chiesa
Brevi note storiche


Ottima area per uno spuntino...
La fontana (ricostruita)
con la vecchia città sullo sfondo
Un bel fico all'ingresso della chiesa.
Lo stato di conservazione non è dei migliori































Superata la chiesa si può entrare in paese attraverso la porta di S. Bonaventura (F)...






 ...che ci porta quasi immediatamente sotto la cattedrale di S. Maria Assunta.




La facciata della cattedrale

Particolare del leone presente sulla facciata della cattedrale



L'interno... quello che ne rimane...



Consiglio di fare un giro del paese, alcuni punti sono particolarmente belli e le foto non possono rendere l'idea.



venerdì 3 gennaio 2014

Ransomware: prevenire è meglio che curare...

Negli ultimi due anni gli attacchi provenienti da questa categoria di Malware (che blocca il computer in attesa del pagamento di un "riscatto") hanno assunto proporzioni inquietanti puntando ai primi posti dell'Hit-Parade del settore. 
I vari "Arma dei Carabinieri", "Guardia di Finanza", "Polizia Postale", "Polizia Penitenziaria", ecc. sono sempre più frequentemente causa di blocchi di computer in Italia e purtroppo, a causa delle tecniche utilizzate per l'infezione, anche i migliori antivirus possono non accorgersi dell'intruso.
Fondamentalmente possiamo suddividere questi Malware in due categorie distinte, quelli che bloccano il computer senza operare modifiche ai files dell'utente e quelli che crittografano i files dell'utente rendendoli inutilizzabili.
Se la prima categoria è (relativamente) semplice da debellare, la seconda non lo è assolutamente dal momento che la chiave utilizzata per la crittografia dei dati (nel caso di CriptoLocker viene utilizzata la tecnica di chiave pubblica/chiave privata a 2048 bit dove la pubblica viene memorizzata in locale, sul PC infetto, mentre la privata su un server remoto) è assolutamente inattaccabile con tecniche "brute-force" a meno di disporre di qualche migliaio di PC di buon livello per suddividere il lavoro di ricerca della chiave.
A seguito di quanto esposto, al fine di minimizzare l'impatto derivante da una attacco di queste categorie di Malware, non ci resta che:
  • eseguire un BACKUP dei dati su memoria di massa esterna con meticolosa periodicità (l'ideale sarebbe tutte le sere, magari con backup di tipo incrementale così da salvare ogni volta solo i files modificati dall'ultimo backup);
  • eseguire l'AGGIORNAMENTO frequente dei software installati sul computer, in particolar modo il S.O. ed i plug-in del/dei browser dal momento che le tecniche di infezione sfruttano proprio le vulnerabilità presenti in tali software.
  • RIMUOVERE tutti i software ed i plug-in del browser che non abbiamo mai installato volontariamente e DIFFIDARE delle offerte di software gratuiti se non siamo noi ad averli cercati.
Per quanto riguarda la rimozione dei Ransomware che bloccano il PC senza crittografare i dati utente è sempre possibile utilizzare tecniche semplici (es. questa o quest'altra) che, anche senza l'utilizzo di strumenti specifici, permettono di avere successo nella maggior parte dei casi. 
Qualora non fosse possibile eseguire il boot correttamente, consiglio di munirsi di un CD (es. UBCD4WIN) che, utilizzato come disco di avvio, permetterà l'accesso al proprio hard disk con la possibilità di salvare i files più importanti e magari anche di rimuovere eventuali infezioni intervenendo sul registro di sistema (è disponibile una versione modificata di REGEDIT che permette di accedere ai files di registro presenti sul vostro HD di avvio) e/o sulle cartelle di esecuzione automatica così da rimuovere eventuali collegamenti che permettono al Malware di attivarsi all'avvio del sistema.